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![Atlantis[1].gif](Foto Cristalli/Atlantis[1].gif)
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Cangini
& Tucci
soffieria
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Le
degustazioni
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![903DEG[1].jpg](Foto Cristalli/903DEG[1].jpg)
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alcuni suggerimenti
sulla degustazione

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"Vinum laetificat cor
hominis"
Il vino rallegra il cuore
dell'uomo
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Calici da degustazione per vini pregiati.
Appropriati contenitori, perfetti recipienti in cristallo
raccomandati da enologi per la loro particolare forma,
adatti a gustare ed esaltare ogni tipo di
vino. |
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L'esame visivo:
L'occhio nel bicchiere
Per un corretto esame visivo occorre che il bicchiere,
oltre che lavato e poi avvinato, sia:
- in cristallo
- incolore
- non lavorato
Durante l'esame visivo il bicchiere deve essere ruotato in
modo che il vino contenuto possa adagiarsi sulle pareti e scivolare verso il
fondo permettendoci di osservarne il corpo e la struttura e capire così, per
esempio la sua ricchezza in alcool e zuccheri. E' importante, inoltre, che i
bicchieri siano riempiti tutti al medesimo livello.
Attraverso l'occhio si può analizzare il colore e la sua
intensità. Per evitare abbagli, questo tipo di esame deve essere fatto su un
piano bianco (splendente) in modo che il colore possa essere definito in modo
oggettivo.
Durante l'esame visivo il bicchiere, anzi, il suo contenuto
deve essere ruotato e osservato controluce, in favore di luce e da ogni
possibile angolazione. Ovviamente le luci devono essere nette. Il neon non crea
alcun problema. I problemi, invece, possono venire da lampadari con campane
colorate o, peggio, lampadine colorate. |
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L'esame olfattivo:
il naso nel bicchiere
La regola è semplice: ogni vino ha il suo bicchiere ma in
tutti dobbiamo infilarci il naso. Il naso è la nostra sonda, il nostro
analizzatore principe, lo strumento che ci permette di penetrare le essenze che
compongono il bouquet del vino che si sta annusando. Con il suo profumo, una
donna o un uomo possono farci innamorare, lo stesso accade con il vino. Occorre
quindi saper annusare. Ecco allora l’importanza di non assuefarsi ai profumi:
quando si introduce il naso nel bicchiere non si deve tenerlo a contatto con gli
effluvi troppo a lungo, ma occorre staccarsene spesso per poi avvicinarsi una
seconda e una terza volta. Nel caso la degustazione duri troppo a lungo e
possibile inframmezzare le singole prove odorando un bicchiere di acqua fresca;
questo libera il naso e “rinfresca” il nostro odorato. Un naso pulito, fresco,
attento permette di analizzare ciò che si sente e confrontarlo con altri profumi
che la nostra memoria ha registrato e catalogato. Già perché nella degustazione
la memoria dei profumi è importante; quando l’aroma di un vino sale nelle narici
noi dobbiamo compararlo con profumi già noti per identificarlo, catalogarlo,
etichettarlo. Ovviamente questo tipo di analisi è particolarmente difficile
ed è fondamentale, come già detto, che qualcuno ci guidi attraverso questo
sentiero aromatico: sicuramente il più delle volte se nessuno ci fa notare che
quel certo vino ha un sentore, per esempio, di pesca, sicuramente non potremmo
accorgercene.
Perché un esame olfattivo sia corretto si deve: -
allenare la memoria a ricordare i profumi sentiti nelle cantine, nelle vigne, in
ogni luogo che si frequenta - non fumare - non avere addosso profumi
particolari - non lavarsi le mani con saponi profumati - non bere
caffè - degustare lontano da luoghi particolarmente odorosi. È molto
importante ricordare che saper “annusare” ci permette, per esempio, di capire,
ancor prima dell’esame gustativo, la qualità di un vino. Se ha difetti potremo
rifiutarlo senza doverci guastare il palato. E non è
poco. | |
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L’esame gustativo Il palato nel bicchiere
L’assaggio è il momento culminate della
degustazione: dopo che l’occhio ci ha incuriosito e il naso titillato, la lingua
ci soddisfa. Il palato ci permette di capire se ciò che abbiamo immaginato
corrisponde alla realtà. Con l’esame gustativo cogliamo la completezza della
struttura del vino, la sua complessità, se è acido o amaro, caldo o sapido. Per
(de)gustarlo veramente il vino deve essere palpeggiato, deve essere fatto
viaggiare nella bocca, facendo in modo che ogni parte della nostra lingua, che
ha delle aree ben distinte deputate all’individuazione dei singoli sapori, possa
entrare in contatto con il vino e possa analizzarne i componenti. Perché
l'esame gustativo sia corretto si deve: - non mangiare prima, e durante, la
degustazione - degustare e confrontare vini che abbiano tutti la medesima
temperatura - scegliere una posizione comoda che permetta di essere seduti e
rilassati - non degustare troppi campioni alla volta e mai troppi in
generale. Degustare nel nostro caso non è altro che una strada per trovare il
vino che più ci aggrada tra le tante tipologie proposte dal mercato. Il gusto è
sì oggettivo ma è anche soggettivo e l’abitudine a degustare è l’abitudine a
scegliere.
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Copyright(c) 2001 Domenico Ferrise. Tutti i diritti riservati. info@coseecose.it
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